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Esoscheletro: uomini o robot ?

Questa estate sono stato all’estero e, mentre passeggiavo in una delle metropoli più visitate al mondo, sono rimasto incuriosito da una targa, affissa sul portone di un ufficio specializzato in exoskeleton (esoscheletro).

Approfondendo un po’ – ammetto che la mia conoscenza sull’argomento era piuttosto modesta – ho scoperto che la tecnologia degli esoscheletri è ad un discreto livello di avanguardia, con applicazioni pratiche già in essere da anni.

Un esoscheletro è, sostanzialmente, un dispositivo sofisticato, frutto dei progressi nell’ambito della robotica biomedica. Di fatto è una sorta di robot che si indossa e permette di aumentare forza e resistenza dell’uomo. Realizzato, con materiali leggeri, ha un insieme di articolazioni robotiche, motori idraulici e sensori che permettono a chi lo indossa di muoversi agevolmente.

Già, gli esoscheletri vengono utilizzati per attività di riabilitazione e per aiutare i paraplegici a camminare, ma inizialmente queste tecnologie sono state utilizzate, ed ancora vengono utilizzate, in ambito militare per fornire supporto e potenziamento ai soldati. Ovviamente non si è ancora arrivati al livello tecnologico dell’esoscheletro utilizzato da Tony Stark per diventare il super eroe Iron man.

In commercio, attualmente, è possibile trovare esoscheletri solo in ambito biomedico, ma i prezzi sono ancora proibitivi, intorno ai 100 mila dollari; tuttavia, gli esperti assicurano che sia solo questione di tempo e che in futuro potrebbero costare addirittura quanto un televisore.
Tra le aziende che operano in questo ambito, c’è la Ekso Bionics fondata in California nel 2005, i cui esoscheletri sono diffusi, oggi, in tutto il mondo.

In ambito medico è possibile trovarli, e magari provarli, anche in Italia: da Ancona a Bologna, da Pisa a Roma ed in altre città (si veda elenco in calce).

Oltre alla più diffusa applicazione in ambito medico, la tecnologia degli esoscheletri sta trovando applicazione anche in altri ambiti e settori.
Ad esempio la casa automobilistica Ford, da più di un anno, ha attivato un progetto pilota con Ekso Bionics, per utilizzare l’esoscheletro denominato EksoVest in due dei suoi impianti di produzione negli Stati Uniti, con l’obiettivo di ridurre l’affaticamento e la possibilità di infortuni dei lavoratori della catena di montaggio delle autovetture.
Si pensi ad un operaio che deve eseguire movimenti ripetitivi fino a 4.600 volte al giorno o un milione di volte in un anno.

Exoskeleton Technology Pilot
Exoskeleton Technology Pilot

L’esoscheletro non motorizzato offre un’assistenza regolabile da 3 a 6 chilogrammi per ogni braccio ed è progettato, infatti, per ridurre l’affaticamento causato dalle attività ad alta frequenza e per quelle attività che costringono gli operai a tenere le braccia alzate per tante ore tutti i giorni.

È comodo da indossare – spiegano alcuni operai della casa automobilistica – perché è leggero, non è ingombrante e consente di muovere liberamente le braccia.

“Collaborare con Ford ci ha permesso di testare e perfezionare i primi prototipi di EksoVest testati direttamente dai lavoratori delle linee di produzione”, ha dichiarato Russ Angold, co-fondatore e chief technology officer di Ekso Bionics. “Il risultato finale è uno strumento indossabile che riduce lo sforzo sul corpo del lavoratore, riduce la probabilità di lesioni ed aiuta a sentirsi meglio a fine giornata, in questo modo si aumenta sia la produttività che il morale.”

Sebbene questo non sia il primo esoscheletro progettato per assistere l’operatore umano, EksoVest sta dimostrando come tali strumenti possano prevenire le lesioni dovute all’affaticamento e fornire alle persone fisicamente disabili l’opportunità di recuperare capacità e funzionalità.

Video illustrativo del progetto Ford

 

CENTRI ITALIANI CHE “UTILIZZANO” ESOSCHELETRI

Istituto Santo Stefano Villa Adria – Ancona
Istituto Privato di Riabilitazione “Madre della Divina Sofferenza dei Passionisti” Agazzi – Arezzo
Montecatone Rehabilitation Institute – Montecatone Imola – Bologna
Fondazione “Gli Angeli di Padre Pio” – San Giovanni Rotondo – Foggia
Unità Intensiva Neuromotoria Ospedale di Trevi – Foligno
Ospedale Valduce Villa Beretta – Costa Masnaga – Lecco
Istituto di Riabilitazione Santo Stefano – Potenza Picena – Macerata
Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana – Centro Mielolesi – Pisa
IRCCS San Raffaele Pisana – Roma
Ospedale S Corona Unità Spinale – Pietra Ligure – Savona
Ospedale Riabilitativo di Alta Specializzazione di Motta di Livenza – Treviso
Istituto Prosperius – Umbertide
Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar – Verona