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Come riciclare le gomme da masticare

In Italia si consumano circa 23 mila tonnellate di gomme da masticare ed il tempo medio per smaltire i rifiuti è di circa 5 anni. Se tutti gettassero per terra le chewing gum, il costo per ripulire le strade italiane sarebbe esorbitante, si calcola circa 23 miliardi di euro. Ma fortunatamente la maggior parte dei consumatori, più rispettosa dell’ambiente, non le getta per terra.

I costi stimati per ripulire le strade italiane dalle chewing gum – secondo l’Associazione per i diritti degli utenti e consumatori (Aduc) – è di circa 1 euro, ed il tempo necessario per l’operazione di pulizia è pari a 2 minuti.

Per fare un esempio, se il Comune di Roma avesse intenzione di ripulire le strade e i marciapiedi dalle “masticanti” spenderebbe circa 5 milioni di euro all’anno.

All’estero, invece, alcuni paesi prevedono di toglierle dalle strade con costi enormi: in Germania, la rimozione costa 900 milioni, in Irlanda il prezzo oscilla dai 3 ai 20 euro per metro quadro, in Gran Bretagna, si spendono più di 180 milioni di sterline all’anno, ovvero 240 milioni di euro, per i disinfettanti e le sostanze chimiche necessarie ad eliminare le chewing gum dalle strade. Soltanto a Londra si spendono 13 milioni di euro.

Insomma ci troviamo difronte ad un problema ingiustamente sottovalutato o addirittura trascurato.

Una buona notizia, però, arriva dall’Inghilterra, grazie ad Anna Bullus, una giovane designer, che ha inventato il modo per riciclare le chewing gum, trasformandole in contenitori, stivali per la pioggia, tazze, righelli, pettini, cover per smartphone ed altri oggetti.

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Partendo dall’ingrediente principale delle gomme da masticare il poliisobutilene, che è una gomma sintetica molto simile alla plastica, la designer, dopo tre anni di ricerca, ha sviluppato il materiale denominato Gum-tec, che viene utilizzato per la realizzazione dei prodotti riciclati, a loro volta totalmente riciclabili. In pratica le gomme da masticare vengono riscaldate con un’apposita miscela, ottenendo, come risultato finale, una pasta modellabile utile per creare nuovi oggetti.

Per raccogliere le gomme da masticare la designer ha creato dei contenitori sferici di colore rosa accesso e, ovviamente neanche a dirsi, questi contenitori sono realizzati con gomma da masticare riciclata. Accanto ad ognuno dei contenitori viene affisso un messaggio che spiega, con l’obiettivo di sensibilizzare sulla raccolta differenziata, come ogni gomma raccolta possa essere riciclata in nuovi oggetti.

Uno dei primi esperimenti per verificare l’efficacia del progetto di raccolta delle gomme è stato condotto presso l’Università di Winchester (Regno Unito) dove lavora la giovane designer. Sono circa 8 mila le persone che vivono nel Campus e l’amministrazione ha scommesso sull’iniziativa per mantenere pulito l’ambiente dai rifiuti di gomma. E’ stata adottata una duplice strategia per affrontare il problema: da un lato sono stati installati 11 contenitori speciali e dall’altro sono state distribuite centinaia di tazze da caffè realizzate con la gomma riciclata.
Diciotto mesi dopo, l’università ha notato un calo dei rifiuti, a dimostrazione che il progetto di sensibilizzazione aveva dato i suoi frutti.

Operazione analoga è stata avviata presso l’aeroporto di Londra-Heathrow che in soli tre mesi di prova ha verificato un sensibile miglioramento con un risparmio per le pulizie di 6 mila sterline.

L’augurio è che piano piano questo sorprendente progetto di riciclaggio delle gomme da masticare possa diffondersi in tutto il mondo, senza dimenticare prioritariamente la cultura di difendere, sotto ogni forma e con ogni mezzo, l’ambiente in cui viviamo.